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GTB
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Il sistema implantare GTB è un sistema osteointegrato ad alto rendimento biologico, sia per la minima invasività delle viti endossee sia per la preservazione dei tessuti biologici dopo il posizionamento di impianto e moncone.
L’impianto è caratterizzato da una trasmissione controllata e graduale del carico mediante spire a doppio principio con profilo ad altezza progressiva, che permette lo scarico della zona corticale ed il trasferimento delle forze con aumento graduale lungo l’asse maggiore dell’impianto.
Il design dell’impianto prevede un platform switching orizzontale e verticale geometricamente complesso, con una unica piattaforma protesica per tutti i diametri. La connessione è conica a 22° con indice antirotazionale ottagonale.
L’accoppiamento conico assicura la massima riduzione del microgap all’interfaccia moncone-impianto e notevole aumento della stabilità della componente protesica sotto carico con assenza di micromovimento moncone-impianto. L’indice ottagonale garantisce la massima facilità protesica con indice ad otto posizioni. Il profilo concavo emergente delle componenti protesiche permette un notevole aumento della quantità di tessuto connettivo perimplantare ed una protezione della connessione implanto-protesica.

UN NUOVO PROGETTO IN IMPLANTOPROTESI

Negli ultimi dieci anni molte cose sono cambiate nel campo dell’implantoprotesi, molti concetti che sembravano essere diventati degli assiomi sono stati rivisti.
Dal focus, quasi esclusivo, sul concetto di osteointegrazione si è passati al mantenimento del tessuto osseo perimplantare, soprattutto a livello crestale, ed al miglioramento della funzionalità sotto carico del sistema implantare, ovvero della biomeccanica dell’impianto. Si è cominciato a dare il giusto valore al funzionamento dell’impianto dopo l’osteointegrazione studiando meglio la funzione dell’accoppiamento tra impianto e moncone e della componente protesica.
In questo ambito sono state sviluppate, alcune volte fortuitamente ed altre volontariamente, delle caratteristiche nuove dei sistemi impiantabili osteointegrati.

Lo studio degli accoppiamenti impianto-moncone ha evidenziato come alcune geometrie garantiscano una migliore tenuta dell’interfaccia impianto-moncone rispetto alla colonizzazione batterica e micotica evitando accumuli e reservoir di placca batterica all’interno delle viti implantari e in corrispondenza della interfaccia impianto-osso.
Le stesse connessioni impianto-moncone possono essere di fondamentale importanza nell’aumentare o impedire il micromovimento sotto carico del moncone rispetto all’impianto, con considerazioni di tipo meccanico (vedi trasferimenti di forze disomogenee e laterali all’impianto e quindi all’osso con rischio di sovraccarico) e di tipo biologico (vedi aumento sotto carico del microgap impianto-moncone, con possibile colonizzazione microbiologica e reazione infiammatoria dei tessuti molli perimplantari). Sempre con valenza biomeccanica si è visto come la presenza di un cambio di piattaforma o platform shifting permetta di trasferire meglio il carico tra impianto, moncone ed osso e allo stesso tempo allontani dall’osso crestale la connessione impianto-moncone potenzialmente microbiologicamente pericolosa. La presenza del cambio di piattaforma, unitamente al posizionamento chirurgico subcrestale ed al trattamento superficiale integrale dell’impianto fino all’interfaccia impianto-moncone,  permette all’osso di crescere al di sopra della piattaforma stessa e di ottenere quindi un sistema implantare con un migliore rendimento biomeccanico.
Infine, la presenza di un profilo concavo del moncone garantisce una maggiore quantità di tessuto molle, una migliore protezione del sistema ed un minor rischio di retrazione costituendo un vero e proprio sistema biologico integrato.

In questo ambito scientifico ed in questa modernità di vedute si inserisce il nuovo sistema implantare GTB che è stato studiato per affinare ed ottimizzare i concetti precedentemente esposti.

La vite impianto GTB è stata disegnata nella sua macrogeometria  per avere un trasferimento del carico regolato e progressivo studiato per ottenere più trasferimento in compressione e meno in trazione considerato che l’osso assorbe molto meglio la compressione che la trazione. La spira quindi si allarga progressivamente verso l’apice arrotondato ed atraumatico dell’impianto con un doppio principio che facilita l’inserzione chirurgica. Una gola di scarico ad elica favorisce l’eliminazione dei fluidi che potrebbero essere la causa di eccessiva compressione durante l’inserzione e permette osteotomie meno invasive. L’impianto è dotato di un modulo crestale attivo nell’evitare compressione nell’osso corticale e di un platform shifting, di forma innovativa e complessa, sia orizzontale che verticale che permette a parità di diametro un aumento della superficie attiva della piattaforma stessa.

La connessione tra impianto e moncone è di tipo conico, con efficace controllo del microgap e con assenza di micromovimento tra impianto e moncone, ma con la presenza di un indice ottagonale che facilita notevolmente l’espletamento di tutte le fasi protesiche, pur non avendo un ruolo attivo nel mantenimento della stabilità e nella precisione della connessione impianto-moncone.

L’unica piattaforma protesica per tutti i diametri permette di eseguire con facilità tutte le tecniche riabilitative ed i monconi sono stati disegnati con un profilo concavo che favorisce il mantenimento dei tessuti molli ed un notevole risultato estetico.

Il sistema GTB è stato scientificamente progettato con l’intento di aumentare la performance biomeccanica  della sistematica implantare con un miglioramento in termini di predicibilità, stabilità ed estetica.



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